Sviluppatasi a partire dagli anni Novanta, la Danzamovimentoterapia Espressiva e Psicodinamica affonda le sue radici nella pratica clinica maturata in contesti istituzionali e comunitari, estendendo successivamente i propri ambiti d’intervento ai settori socio-pedagogico, riabilitativo e formativo. Il suo impianto teorico intreccia l’orientamento psicodinamico, la psicoterapia corporea, la gruppoanalisi, le dinamiche trasformative del gruppo, l’antropologia e la funzione essenziale, ordinatrice e strutturante dei codici rituali.
In questo paradigma assumono un valore centrale gli elementi specifici della danza, della coreutica e del teatro: il percorso creativo, inteso come potente canale espressivo per l’elaborazione emotiva e come agente di trasformazione; la dimensione spaziale e l’allestimento scenico, che generano un’architettura simbolica capace di connettere il “qui e ora” alle facoltà metamorfiche dell’essere umano.
All’interno di questo quadro si delineano diversi livelli: un’ipotesi metodologica processuale, una teoria della tecnica finalizzata alla formulazione di specifiche strategie operative, fasi diversificate dei processi terapeutici e una complessa metodologia di osservazione e valutazione degli interventi. Questi livelli, pur mantenendo intatto il senso d’identità della professione del danzamovimentoterapeuta (DMt), tendono costantemente, attraverso la ricerca applicativa e il confronto, ad avvicinarsi alle esigenze istituzionali di riconoscimento scientifico.
Un’attenzione costante è rivolta alle applicazioni cliniche e alla lettura sensibile delle diverse forme del disagio psichico. In dialogo con la letteratura scientifica di riferimento, il modello permette di mettere a fuoco obiettivi clinici chiari e strumenti operativi specifici, declinati attraverso i linguaggi del corpo e del movimento. L’esperienza corporea e l’azione simbolica accompagnano così la persona e il gruppo lungo un percorso graduale di cura, sostegno e riscoperta delle proprie risorse.
Il versante espressivo è sottolineato in modo particolare dall’utilizzo dell’Expression Primitive di Herns Duplan e dalle successive rivisitazioni di France Schott-Billmann, che ne ampliano la prospettiva attraverso una lettura psicodinamica e terapeutica. La ricerca in Expression Primitive parte dal corpo per ritrovare il ritmo che sottende ogni principio vitale: materializzare il tempo e ritualizzarlo sono due principi semplici ed efficaci per recuperare i legami dell’essere umano con le proprie origini.
Particolare importanza è attribuita al modo in cui il setting della DMT si connota come rito: uno spazio per l’individuo e per il gruppo, all’interno di una cornice protettiva con regole precise e strutturate. Questo aiuta il singolo a riacquistare, proprio nel gruppo e attraverso la condivisione collettiva e transpersonale, la propria dimensione di unicità. Su tale esperienza la DMT Espressiva e Psicodinamica pone l’accento, recuperando la funzione primaria, ordinatrice e strutturante del rito insieme a strumenti relazionali fondamentali quali il movimento, il canto, la voce e le figure simboliche.
La complessità culturale della nostra epoca ha offerto importanti stimoli di crescita alla DMT Espressiva e Psicodinamica, permettendole di divenire strumento di mediazione tra appartenenze culturali differenti e catalizzatrice di scambio, confronto e dialogo. Tra i modelli più diffusi in Italia, trova applicazione nei contesti clinici, nell’età evolutiva, nel campo psicosociale, formativo e del team building. La formazione non si limita all’acquisizione di conoscenze teoriche e tecniche, ma promuove una profonda consapevolezza interiore, indispensabile sia per la crescita personale sia per l’esercizio della professione.
Nel percorso formativo si utilizzerà il lavoro interattivo in piccoli gruppi ed in gruppo allargato. A ciascun allievo, che alternerà le funzioni di partecipazione, conduzione, osservazione è richiesta l’implicazione personale. Gli insegnamenti teorici e pratici, riguarderanno le tre aree didattiche fondamentali:
Alcuni esempi di tematiche trattate: